VENOSA (PZ), un’antica città e la sua Abbazia “incompiuta” sulla Via Appia

Lungo la storica arteria romana della Appia che dall’Urbe si protende veso il Sud giaceva, alle falde orientali del vulcano del Vulture, nel cuore più lontano in quella Terra di Lucania, ai margini con l’immenso “tavoliere” Appulo, sorge VENOSA, una colonia di origini latine sorta già in luogo di un precedente insediamento sannitico.

Questa imponente città, conosciuta come Venusia, diede i natali al poeta latino Quinto Orazio Flacco. Una città le cui dimensioni planimetriche, oggi, sono distribuite su un’ampia area che si estende alla periferia orientale dell’attuale impianto urbanistico d’origine Normanna. Immergersi tra le rovine sparse e compiere una full-immersion nella storia con un bel giro attraverso le antichità di questi luoghi ci conduce ad ammirare pavimenti mosaicati ed imponenti edifici di impianto sia commerciale che residenziale, con la presenza di terme ed assi viari principali, cardi e decumani che s’intersecano secondo precise direttrici geometriche distribuite a reticolo.

Sullo sfondo compare, in tutta la sua magnificenza, la gigantesca muraglia in bianco calcarenite ed arenaria delle absidi esterne della cosiddetta “Incompiuta”; un imponente complesso monumentale abbaziale sistemato in continuità (alle spalle) dell’Abbazia della SS Trinità, ove il principe normanno Roberto il Guiscardo volle costruire un complesso ecclesiale dalle più ampie dimensioni con navate, archi rampanti, presbiterio, altare, nicchie, torri laterali, volte a crociera… praticamente dove la geometria del tempo si spingeva fino a riuscire ad esprimere il massimo della sua concezione. Questa “Incompiuta” in origine fu costruita per ospitare il sacrario degli Altavilla, ma quest’opera non fu mai portata a termine (e per questo da allora fu indicata come l’Incompiuta) e per la sua realizzazione furono usati materiali lapidei provenienti dalle vicine aree dell’anfiteatro e delle terme.

Scorrendo con gli occhi alla ricerca di particolari lapidei, l’intero perimetro interno/esterno dell’Incompiuta crea stupore e meraviglia nel visitatore che resta basito e stupefatto di fronte alla gigantesca ricchezza di opere e manufatti distribuiti ovunque gli occhi riescano a posare lo sguardo. Ed ecco che sono possibili riuscire a scorgere resti di frontoni, pezzi di sarcofagi, addirittura una lastra con incisa una “Stella di Davide”, capitelli scolpiti in tutte le possibili forge, mosaici, incisioni e bassorilievi.

Venosa possiede forse il più importante impianto urbanistico di origini romane qui al Sud e per le altre sue straordinarie bellezze storiche, artistico ed architettoniche conservate all’interno del suo splendido centro storico come il poderoso Castello Aragonese, la tomba del Console Marcus Claudius, l’arco a “sesto” acuto, la casa di Orazio, la fontana di San Marco, la Cattedrale dedicata a Sant’Andrea Apostolo e ancora tante altre meravigliose sorprese hanno fatto sì che questo scrigno di antiche bellezze elevassero la cittadina a rango di uno dei “Borghi più Belli d’Italia”. Venosa, senza tralasciare gli splendidi paesaggi rurali offerti dai dintorni come case e masserie isolate, antiche chiesette che si perdono nelle campagne, grotte e cave di tufo e arenaria, è talmente così bella che poche ore non bastano per ammirarne tutte le sue splendide gemme storiche, artistiche, naturalistiche, ambientali e paesaggistiche. (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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