Anthölz-Anterselva (Süd Tirolo)… a spasso nella torbiera del Biotop Rasner/Möser

Quel frastagliato gruppo di creste montuose delle Vedrette di Ries, che si ergono alla fine della Valle di Anthölz-Anterselva, formano un netto contrasto con la docile ambientazione della pianura. Siamo tra i 1000 e i 1300 metri d’altezza, a ridosso tra i confini determinati dalla natura e quelli stabiliti dagli uomini; praticamente un habitat di frontiera ove le sorprese non mancano, in una lunga valle dai verdi tappeti prativi in cui spiovono le boscose pendici di aspre e geometriche cime montuose.

Spesso si parla di Terre Alte oppure delle Terre in Verticale; terre a queste latitudini in cui, da sempre, si immagina il duro, paziente e ostinato lavoro dei contadini e dei montanari per riuscire a rendere produttivo anche il pendio più impervio ma, attraversare queste terre non avevamo mai immaginato, giunti in questo paradiso delle Alpi, di poter camminare sull’orlo di pendii talmente così elevati da sorreggere – in un apparente equilibrio di precarie stabilità – le fondamenta di case tutte fatte in legno e dai terrazzini e le finestre perennemente iridati da vasi fioriti che s’aprono su scenari naturalistico ambientali davvero molto incantevoli. Circa ottanta cime che superano i 3000 metri coronano queste valli e accolgono, lungo i loro pendii, alpeggi e pascoli che rendono i prodotti caseari di questo territorio tra i più apprezzati su tutte le tavole della catena alpina; mentre antiche tracce di attività minerarie fanno capire come l’uomo di queste terre, adattandosi alle difficoltà della natura, abbia potuto (e saputo) sfruttare al meglio alcune risorse (come il rame) che queste montagne custodiscono fin dalle loro origini.

Anterselva di Sotto (circa 1100 m), è quel bel villaggio di case bianche e dai tetti in legno da cui si erge la guglia del campanile che si staglia sulla linea dell’orizzonte. La caratteristica del fondo della vallata, solcata dalle acque del torrente e dai margini della foresta, si evidenzia per essere una bella e lunga prateria verde. Muovendosi dal villaggio di San Florian e superati la provinciale, in lieve discesa si cammina per uno stradello campale che si apre attraverso bei muretti in pietra a secco sistemati dai valligiani ai bordi di piste e sentieri. Superati il ponticello sul fiume, si volge a destra e si continua a scendere attraversando i margini del caseggiato. Sulla via campestre (Freizeitzone) che solca la sinistra orografica del torrente, a un chilometro dopo le ultime case ed appena nascosto dalla cortina degli alberi, compare lo splendido specchio lacustre del laghetto di Fischteich, area appositamente attrezzata per trascorrere qualche ora di svago sulle sue sponde o per organizzare piacevoli pic-nic.

Dal laghetto si imbocca lo stradello (Walder Kirchweg) che, verso sud, porta a un gruppo di case (i Masi Walderhörfe) con annessi laboratori per la lavorazione di prodotti caseari ricavati dai pascoli sulle vicine alture. Una breve deviazione porta ai Bagni di Salomone, area di relax nelle cui vicinanze sgorga una sorgente di acque termali dall’antico stabilimento denominato Salmansprunnen. Dai Bagni si riprende nuovamente la pista che solca il margine della foresta fino a raggiungere il particolarissimo habitat del Biotop Rasner Möser (1075 m), una singolare zona paludosa che conserva, al suo interno, numerose e particolari specie di flora e fauna, armoniosamente nascosti dalla torbiera. Diverse passerelle, ponti, passaggi, tutti rigorosamente realizzati in legno, distribuiti lungo percorsi che serpeggiano attraverso questo singolare paesaggio consentono di poter lasciar apprezzare, ai tanti escursionisti che lo visitano, le numerose specie di piante e animali rari, tipici degli ambienti paludosi. (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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