Val d’ORCIA (SI), da S. Quirico a Pienza quando un orizzonte… dice tutto!

Qui in Val d’Orcia, lungo le fertili pendici del monte Amiata, il tempo sembra essersi fermato davvero; qui – tra questi estesi orizzonti – il tempo determina gli spazi del cammino e accompagna l’esaltazione dei sensi tramutandoli in sentimento e ammirazione; qui, in val d’Orcia, ovunque si volga lo sguardo, gli orizzonti determinano una natura che riesce ancora ad offrire quella tradizione che si forgia sulla filosofia dell’ospitalità e dell’accoglienza che qui, e forse in altri pochi luoghi al mondo, trova la sua massima esaltazione.

Muovendosi dall’antica porta medioevale dei Cappuccini, incastrata tra le mura merlate di San Quirico d’Orcia, ci si muove lungo la strada provinciale che conduce a Pienza. Poco dopo, su una modesta collinetta che si eleva a sinistra dal giallo dorato dei campi di grano, si eleva una poderosa costruzione (antica masseria Borborini) che ha fatto da location cinematografica alla casa del “Gladiatore” (con Russel Crow). Subito dopo si stacca sulla destra una pista che lascia la via principale e mena, in leggera discesa, verso altri casali e poderi trasformati in bellissime e suggestive ricettività.

Si attraversano luoghi modellati dallo scorrere del tempo, luoghi forgiati dal genio delle mani dell’uomo, dolci rilievi e crinali ondulati determinati dal verde/oro di campi coltivati a frumento; il lontano rumore di automezzi agricoli al lavoro che si alterna ai rintocchi di campane provenienti da lontane pievi. I profumi intensi della macchia si accavallano all’intenso ritmo delle cicale che scandiscono ogni passo che si allunga sulla pista. Da lontano già è possibile ammirare lungo la collina che s’apre sul nostro orizzonte l’isolata cappella eretta su un dolce crinale caratterizzato da isolati cipressi: l’antica Cappella della Madonna di Vitaleta, qui eretta nel ‘500 come ex voto, presa a modello e soggetto immortalato da tutti i fotografi naturalisti/paesaggisti al mondo, come uno tra i luoghi simbolo più significativi della Toscana.

Da qui, volgendo lo sguardo tutt’intorno, è possibile comprendere di come la “mano” del Creato sembra davvero essersi divertita a modellare paesaggi di indiscutibile bellezza, fra stradine che serpeggiano lungo suggestivi rilievi modellati dal vento, antichi poderi in pietra, casali e masserie trasformati in dolci e accoglienti dimore, viali alberati caratterizzati dai fluttuanti cipressi che sembrano le eterne sentinelle di un paesaggio unico, inviolato, come da sempre sospeso lungo un orizzonte senza limiti di spazio e di tempo. Qui, e solo attraverso questi orizzonti, sono universalmente riconosciute le Terre di Siena ed attraverso queste terre, queste genti, questi borghi, questi orizzonti, questi profumi e queste emozioni… che vengono lasciate per sempre le impronte del nostro itinere.

I bastioni da cui si erge Pienza sono lì, di fronte a noi. Dopo un successivo e ancor più divertente camminare tra piacevoli saliscendi si giunge sotto le antiche mura “pienzane”, all’incrocio ove sorge l’antica Pieve di Corsignano, chiesetta ove durante il corso dei secoli sono stati “battezzati” diversi Papi. Dalla Pieve scorre una polverosa sterrata in discesa che conduce in uno dei luoghi (i “Cipressi del Gladiatore“, verso il podere di Torrepille) più immortalati nel celebre film di Ridley Scott ove sono state girate alcune sequenze del pluripremiato film con Russel Crow e – naturalmente – non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di precorrere lo stesso sentiero fatto dal generale Maximo Decimo Meridio durante le ultime scene (il finale) del film.

Da qui si raggiunge facilmente la parte meridionale delle mura di Pienza ove, a sinistra, parte una rampa che immette attraverso un’antica porta e conduce direttamente al centro di Pienza nella rinascimentale piazza Pio II su cui prospetta l’imponente mole del Duomo. Si viene subito coinvolti dalla vivace cittadina andando alla visita e alla scoperta dei suoi caratteristici scorci in cui si esaltano l’intensità delle volumetrie architettoniche che tra loggette sospese e finestre nascoste, terrazzini abbelliti da vasi fioriti (gerani in maggioranza) e antichi portali appena oscurati dall’ombra, si aprono – lungo la via centrale – le numerosissime e variopinte botteghe che offrono le principali produzioni tipiche della zona tra vini pregiati, olii dalle finissime qualità organolettiche, prodotti caseari dei rinomati pascoli ed insaccati dall’intenso sapore preparati secondo la tradizione orciana. Che altro dire sulla val d’Orcia…? Null’altro, bisogna andare a viverla, naturalmente… a piedi! (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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