la MONTEA (CS), l’incanto della montagna, simile alle Alpi ma a Sud!

Immaginiamo di poter “vivere” una intensa e bellissima ascesa lungo una montagna, aspra e solenne, ma dalle caratteristriche orografiche e geomorfologiche simili a quelle delle Alpi…! Ecco, questa è la MONTEA, giù al Sud, lungo da dorsale appenninica calabra. Come una bella donna che incanta con tutto il suo fascino, questa montagna accoglie gli escursionisti avvolgendoli in un ambiente di rara bellezza, circondato spesso da un alone di mistero, là dove un’aspra e selvaggia natura diviene il “regno incontrastato” dei venti e dei boschi.

L’AMBIENTE… Definita dagli escursionisti esperti come la più “alpina” di tutte le montagne del mezzogiorno italiano per la sua inconfondibile bellezza, per la sua aspra natura e per il suo fascino estremamente selvaggio. La Montea si erge maestosa, dall’alto di profondi valloni e vertiginosi baratri, su quel complesso di pizzi, altopiani e vallate che formano l’ossatura della “Catena Costiera” calabra.

Geograficamente chiude a sud i confini meridionali del Parco Nazionale del Pollino e dei Monti dell’Orsomarso; orograficamente è individuabile tra la valle solcata dal fiume Rosa a nord e la forra torrentizia del fiume Esaro a sud. L’esperienza che si prova, nel raggiungerne la vetta, scatena incredibili emozioni per i paesaggi che da quassù si possono ammirare, per la rigogliosa vegetazione che ricopre interamente le sue pendici ricche di boschi e per l’asprezza dei suoi crinali esposti, così brulli e rocciosi. Le vedute panoramiche che si ammirano dalle sue creste vanno aprendosi su infinite distese di boschi (composte dal faggio, carpino e leccio); immensi e spettacolari tappeti verdi meravigliosamente conservati, là dove la natura giunge al culmine del suo “integro” splendore, proiettandosi al di sopra di oscuri precipizi dove i pini loricati – come silenziose sentinelle – trovano il loro ideale habitat. Pur non essendo una tra le cime più alte del comprensorio montuoso meridionale, la Montea è una montagna “imprevedibile”, e col suo nascondersi della cima ad ogni crinale, raggiunto e superato, sembra quasi come se volesse “giocare” con quegli escursionisti che ne risalgono per le sue dorsali e le sue creste.

Per capire e comprendere l’esatta “consistenza” di quanto, sulla Montea, la natura sia la protagonista assoluta, assumendo spesso valori di wilderness, ci si rende subito conto di trovarsi effettivamente di fronte a qualcosa di diverso, di grandioso, di unico; forse non riscontrabile in nessun’altra zona montuosa del Meridione. L’ossatura di questa montagna resta praticamente chiusa e celata dall’esterno. Creste e valloni laterali, si alternano e si rincorrono tra rupi e fitti boschi, creando così uno stato di inaccessibilità difficilmente presente altrove. Non c’è luogo in cui crinali, creste ed irte rupi scoscese non chiudano ogni orizzonte.

La Montea è per escursionisti “specialisti”, non facile da superare, non impossibile, ma sicuramente alla portata dei più esperti, e raggiungere la sua vetta non è impresa comune. Dalle sue aeree creste subito s’intuisce di trovarsi di fronte a quell’ancestrale equilibrio tra le immensità dello spazio e gli elementi che regolano così tanta biodiversità che ci avvolge e ci circonda come il cielo, l’aria, la terra e l’acqua; un “qualcosa” di infinito e ininterrotto che si para davanti, ad ogni passo che si compie, che è “presente” in ogni momento ai lati del sentiero in quota e che ci “lasciamo” dietro ad ogni metro superato.

Questa è l’esatta “sensazione” che si prova durante l’ascensione alla irraggiungibile vetta della Montea. Una montagna non per tutti, ma che comunque, una volta raggiunti il suo tetto, evoca sensazioni ed emozioni indescrivibili coi suoi estesi panorami e con quella sua natura alpestre, capace di offrire suggestioni, brividi e avventure, ma che evidenzia, com’è naturale che sia, anche quei “pericoli” (appena percettibili) che possono incontrarsi ad ogni passo lungo il cammino verso la cima ricordandoci, spesso, che noi siamo solo “ospiti” di transito in questo magico e surreale paradiso montano che si erge qui nel profondo Sud. (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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