Londra ci accoglie con tutte le sue eccellenze che si esprimono tra le velleità di una capitale moderna e all’avanguardia che si alternano al suo spirito – mai velato – di tradizione e magnificenza. Piombati nel luogo più visitato per eccellenza, quel Westminister Bridge, la foto al cospetto del Parlamento dominato dalla Victoria Tower ed il Big Ben (insolitamente) avvinghiato da una ragnatela di impalcature per opere di restauro/ristrutturazione architettonica.
Da qui ci si sposta presso la Tower of London (ove la presenza di ruderi d’epoca romana restituiscono l’idea di come poteva essere la “Londonia” britannica di due millenni fa), prima fortezza reale, risalente all’XI secolo, che fin dalle origini fu ritenuta luogo di torture e detenzioni.
Sicuramente il simbolo più fotografato a Londra, il Tower Bridge (della fine XIX secolo) si lascia ammirare, attraverso una piacevole camminata lungo le sue sponde, fino a raggiungere le sue imponenti strutture che tra acciaio, pietra, cemento e vetro, lo rendono ben ancorato sulle rispettive sponde. Stemmi araldici ed emblemi della casata reale dei Windsor ne abbelliscono le fiancate, mentre invece nell’attraversarlo a piedi in tutta la sua interezza, ci assale un sentimento di stupore osservando l’apice proprio nel suo centro col ponte levatoio da cui s’apre il letto fluviale visto da una insolita pavimentazione in vetro; meraviglia che lascia bloccare il fiato per l’insolita bellezza; molto curiosi, invece, sono gli archi in blocchi unici di pietra (a sesto ribassato) che sostengono le torri.
Continuando a camminare per la capitale si raggiungono i piedi della gigantesca ruota panoramica della London Eye, la più alta d’Europa da cui è possibile godere – col tempo buono, il cielo terso e libero da nubi – una sky-line della città davvero incredibile!
Superati il Westminister Bridge eccola lì… la gigantesca mole del Parlamento inglese (la cui visita approfondiremo il giorno successivo!). Proseguendo per Birdcage Walk, che rasenta il Saint James’s Park, finalmente possiamo ammirare “qualcosa” di reale: il poderoso complesso monumentale di Backingam Palace che si mostra con le sue luci nella prima fase del tramonto. Residenza nella Capitale della casata Windsor, s’intuisce subito se la “Queen” Elizabet II è lì presente; quando la Union Jack sventola dal pennone, determina la permanenza a Palazzo della Regina. Guardie col colbacco nero, impassibili al freddo ogni tanto compiono passi di parata per acquisire calore mentre la piazza e la spianata adiacente viene presidiata da decine di poliziotti e “bobby” nelle loro singolari uniformi.
Di stazione in stazione a cui segue un ripetuto saliscendi con la metro, approdiamo nella festosa Piccadilly, con vetrine illuminate fino all’inverosimile, decine di esibizioni di artisti di strada e musica ad alto volume che invogliano i giovani a sostare presso i pub della zona con bevande calde consumate all’esterno.
Ancora una discesa presso la “Underground” e si raggiunge il London Bridge, nel cuore della City, con grattacieli in ferro e vetro dalle forme più insolite e bizzarre tra cui spicca l’edificio a forma di piramide più alta d’Europa; dal ponte adiacente si ammira una sky-line fluviale in notturna col Tower Bridge e la gigantesca cupola della cattedrale di Saint Paul mentre, ritornati nuovamente presso Westminister, questo primo (e rocambolesco) approccio giornaliero, intensamente vissuto da un “urban walk” londinese, termina sul Westminister Bridge da cui si ammirano i bellissimi giochi di luce che irradiano ed esaltano le bellezze architettoniche della capitale inglese.
E’ bastato un giorno di cammino per restituirci attimi di bellezza, per essere coinvolti da un’alternanza di suggestioni e poter essere coinvolti da momenti davvero unici. Se per gli inglesi e talmente così “sacro” pronunciare in ogni occasione quel “God save the Queen”; per quel che riguarda un modesto walker quale io sono mi basta che Dio (o “chi” per esso!) s’impegni un tantino di più a accelerare quel processo che io semplicemente chiamo “Human save”… e ho detto tutto! (di ©Andrea Perciato)
