Quest’oggi, travalichiamo i confini d’oltralpe e vi porto alla scoperta del “cuore” nella capitale dei nostri “cugini” transalpini… Ogni luogo al mondo, sia esso antropizzato o immerso nella natura, ha un proprio centro di interesse che cattura la curiosità e la voglia di andarlo a conoscere da vicino. La mia prima volta a Parigi non sono stato catturato dalla Torre Eiffel, dal Trocadero, dagli Champs Elisee, dal Louvre o da Montmartre, io ero principalmente attirato da dove tutto ebbe inizio e comincio al grido di: “Allons enfants de la Patrie…”
Giunto nel “centre de la citè” eccomi dunque – come nel mio solito – armarmi d’intuito (munito di una mappa/cartina del luogo) e curiosità (taccuino e fotocamera) andare alla scoperta del luogo ove giaceva la leggendaria Torre (o Castello) della Bastiglia. Place de la Bastille è uno dei luoghi/simboli della capitale francese, nonché uno dei principali luoghi storici della stessa! Giunti sul luogo un turista comune, di quelli della tipica filosofia del mordi e fuggi, va alla ricerca di punti di riferimento ove trovare tracce del passato e – spaesato – comincia a guardarsi intorno, ma… senza trovare e/o scorgere nulla! Le tracce della Bastiglia non si scorgono, come normalmente si è portati a pensare, puntando lo sguardo “ad alzo zero”, non bisogna rincorrere con gli occhi che scrutano, a destra e a manca, andando alla ricerca di possibili tracce che identifichino ciò che un tempo qui si ergeva; no… non è proprio così!
Per capire la posizione della Bastiglia, all’interno del contesto urbano parigino della fine del ‘700, non bisogna “scrutare in orizzontale“, non si troverà mai nulla; per conoscere la posizione della Bastiglia bisogna abbassare lo sguardo verso i propri piedi e osservare – con molta attenzione – la pavimentazione (in blocchi di pavè) sul piano di calpestio ove ruota il traffico veicolare che circonda la piazza; una delle piazze più interessanti della città, per quello che ha rappresentato in passato e per quello che adesso rappresenta per il popolo francese.
Alcune piccole tracce restano ancora a testimoniarne l’imponenza dell’edificio. Si tratta di dettagli che passano spesso inosservati al grande pubblico poiché si fondono nell’attuale decoro della Piazza della Bastiglia e, col tempo, sono stati inglobati nel nuovo assetto urbanistico che prospettano sulla stessa, come i varchi o le posizioni delle vie d’accesso riscontrabili in alcuni portoni che s’affacciano nella piazza. Qui, sotto i nostri piedi, raccordati in un bell’allineamento, sono stati sistemati i blocchi in pavè color “ruggine” che determinano il tracciato dell’antico (e originario) perimetro da cui si ergeva il Castello; una vera e propria “caccia allo spigolo” in cui s’intuisce come effettivamente era davvero posizionata questa struttura.
Tralasciando l’aspetto militaristico/politico del suo significato, quel che più mi ha colpito della Bastiglia è il suo perimetro, facilmente riscontrabile in alcuni angoli sparsi nella ben più ampia Place de la Bastille. Al centro della piazza s’impenna una bella colonna (Colonne de Juillè), sormontata dalla statua dorata del “Genio della Libertà”, che di sera si illumina con i colori della bandiera francese. La piazza è una piazza molto caotica e sommersa dal traffico automobilistico, per cui è fortemente sconsigliabile nel trattenersi più del necessario dall’osservare le peculiarità architettoniche e la cornice urbanistica in cui era inquadrata la Bastiglia o per catturare qualche scatto con la fotocamera! Il quartiere Bastille, nel quale s’apre la piazza, è situato sulla riva destra della Senna, a est del centro di Parigi, ed è spesso definito come uno dei quartieri più pittoreschi e movimentati della città, oltre a essere un luogo di grande importanza storica. Parigi non è solo Bastiglia, e in futuro – da questo blog – vi condurrò nuovamente alla scoperta e conoscenza di altre sorprese che questa meravigliosa capitale europea riesce ad offrire a tutti coloro che ne riescono a trarre spunti di conoscenza, curiosità e approfondimento, tra mistero, leggende, segreti e tanto altro ancora… (di ©Andrea Perciato)
