le “Meteore” (ΜΣΤΞОΡΣ) in Grecia, camminando sotto “Cieli di Pietra”

Lassù, su quelle aride rocce, divenute nel corso del tempo palazzi di meditazione per migliaia di eremiti, i monaci ortodossi impararono ad essere saggi nel pensiero ed umili nella volontà!” (Theocharis M. Provatakis).

Così, come tra i “fluttuanti pianeti” di Pandora (cit. “Avatar”) anche in Grecia, ai margini della grande pianura tessalica, in quella regione conosciuta fin dall’antichità come la Macedonia, sorge uno degli spettacoli della natura (così come dell’arte e della fede) più interessanti e unici al mondo; le Meteore (ΜΣΤΞОΡΣ). Un autentico bosco pietrificato, un ammasso di guglie e pinnacoli, di pandori e rupi inaccessibili dall’aspetto strano e maestoso che per secoli hanno offerto sicurezza e pace come luogo di tranquillità in cui ritirarsi a meditare. Una singolare oasi spirituale il cui misticismo si avvicina ad una palestra in cui si rafforzano l’anima, la fede e il pensiero, il peccato viene combattuto e la personalità temprata.

Le Meteore sono l’esaltazione di un “bosco pietrificato” visto dai laici e concepito secondo le interpretazioni del monachesimo ortodosso. Questa fantasia geologica espressa dalla natura è la terra che ha dato i natali al primo e più gande medico dell’antichità, Esculapio; un luogo ove ha trovato la sua esaltazione la civiltà classica, onorata da Bisanzio, e dove si esalta la tradizione del monachesimo ortodosso. Un gigantesco ammasso di rocce, alte e ripide da cui si ergono monasteri, eremitaggi, celle in un paesaggio dal fascino unico e che attrae per la sua singolarità. Ai piedi delle loro pendici s’apre il villaggio di Kastraki, alla periferia di Kalambaka, base di partenza per una tra le più incredibili escursioni a piedi. Qui le case sembrano espandersi ad anfiteatro e i suoi abitanti, sempre gentili ed ospitali, offrono con piacere agli ospiti che da qui partono, i prodotti della propria terra. Superati la bianca chiesa, alle sue spalle, parte la traccia di un sentiero che si inoltra in un suggestivo passaggio, quasi una galleria, formata dal copioso manto vegetazionale da cui emergono guglie e pinnacoli.

Appena si volge lo sguardo in alto, lassù nel cielo, si viene coinvolti da una particolare sensazione; una forte impressione che diventa sempre più intensa per l’azurro limite dell’orizzonte, che viene sovrastato dall’immensa cupola del cielo. In ciò comincia a sollevarsi l’anima e volgendo – di tanto in tanto – lo sguardo all’indietro verso la silenziosa piana, una varietà di emozioni e sentimenti prendono al cuore. Un’alternanza di stati d’animo, di timori e meraviglie genera una incredibile estasi che si tramuta in paura, quasi una sorta di terrore, al solo pensiero se all’improvviso dovesse scoppiare un temporale; qui, quando il vento comincia a soffiare e a colpire con forza le grandi rocce color verde cinereo, si viene coinvolti da un crescente ululato che rumoreggia e riecheggia da un angolo all’altro di questa incredibile dimensione spazio/temporale senza limiti, senza più confini.

Una intricata natura di basse cespugliaie mista alla macchia determina il labile passaggio lungo la traccia di un sentiero caratterizzato per lo più dalla presenza di animali; sono pochi, in verità, gli escursionisti che provano l’ebbrezza di ascendere a questa meraviglia! Pareti che sembrano sfiorarsi, ciuffi d’alberi isolati sorti in un precario equilibrio sull’orlo di precipizi, cime aguzze e frastagliate caratterizzano la suggestiva muraglia di Koziakas. Sbucati fuori dai valloni sottostanti e raggiunti, con non poche difficoltà, una posizione tale da poter raccogliere con lo sguardo, attraverso un’unica visuale per 360° i più significativi complessi monastici rupestri, ci assale un dilemma: quale monastero visitare?

Ed è qui, allora, che ha inizio la vera avventura (questa volta) spirituale di ascendere e poter andare alla scoperta e alla conoscenza di quei particolari riti ortodossi che si rincorrono ed intrecciano tra preghiere e penitenze, tra balconate che s’aprono sull’immenso e la vista a… tre metri dal cielo, tra chiese e cappelle finemente decorate, tra biblioteche e sagrestie ove perdersi tra incomprensibili litanie e profumi d’incenso, fra terrazze panoramiche come sentendosi sospesi nel vuoto…! Su tutto, l’incredibile arte pittorica sacra, perpetuata da secoli dagli stessi monaci che realizzano icone e miniature e riprendono – curandone fin nei minimi particolari – gli affreschi donandoli a nuova luce e restituendoli con stupore e meraviglia al culto e alla comprensione dell’intera umanità. (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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