in cammino sul St. Pio “path”… i nostri piedi nelle impronte di un Santo!

A Mario (“STEINBOCK”) LUCIANO, un FRATELLO… più che un AMICO! Con la speranza che sia tra le braccia del “santo” frate. Affrontare la distanza spazio-temporale che ci separa dalla meta crea una frattura radicale con la quotidianità. Impone di cambiare abitudini, impegna a posticipare la realizzazione dei propri desideri.

Il Pellegrinaggio è un atto volontario con il quale un uomo abbandona i luoghi a lui consueti, le proprie abitudini, il proprio ambiente affettivo, per recarsi in religiosità di spirito fino al luogo di culto che si è liberamente scelto, o che egli si auto-impone per penitenza. Proprio come le “Compagnie” dei pellegrini di una volta, guidate da priori, curati, sindaci e confraternite a seguito di uno stendardo o di colorate cente, così oggi i moderni gruppi di devoti iniziano il proprio cammino sulla scia di un antico emblema/reliquario scettro e, al tempo stesso, testimone che accomuna tutti lungo il percorso, simile alle antiche Tavole della Legge di biblica memoria. 

Le tracce del “St. PIO PATH” solo geograficamente cominciano da Pietrelcina ma, nella sua particolare e inedita struttura esso ha inizio molto prima e in un luogo senza confini spazio-temporali: il nostro animo! Nessuna risposta a capire cosa spinge, coloro che si mettono in cammino, ad abbandonare tutto per partire ed affrontare una dimensione diversa ove il tempo, quello determinato dalla curvatura del sole nella volta celeste, viene scandito solo dal ritmo dei passi.

Si parte con un’idea e si arriva con un’altra idea. I motivi che inducono a intraprendere le lunghe fatiche percorrendo il “St. PIO PATH” possono essere diversi: c’è chi lo affronta per motivi religiosi, chi per puro svago sportivo, chi invece per arricchimento culturale e spirituale o chi, semplicemente, per seguire una moda del momento. Tutti, indistintamente, troveranno sulla strada un nuovo scopo per giungere alla meta.

Solitudine e confusione, desiderio di conoscenza e spinta religiosa, stimoli psicologici e spirito sportivo, tendenza ancestrale al diretto contatto con la natura e possibilità di immergersi nella conoscenza del territorio sono elementi fondamentali con cui si forgia la struttura del pellegrinaggio. Esiste una specie di canale privilegiato sempre aperto su cui sintonizzare i propri pensieri e i propri dialoghi. Così riesce spontaneo scambiare una parola con chi ti cammina accanto, anche se non lo si è mai visto prima, diventa naturale; o anche come sedersi di fronte a un immenso paesaggio, assorto in contemplativi silenzi, di fianco a un compagno di strada. Il condividere la fatica, sopportare insieme il caldo e contarsi le vesciche ai piedi sono tutti aspetti, questi, dell’esperienza che lungo il cammino del “St. PIO PATH” hanno un significato ben preciso e definito; ciò costituisce uno straordinario collante fra i pellegrini camminatori.

Si dice che qualsiasi cammino cominci una volta lasciata la propria casa ed esistono tanti cammini quanti sono i pellegrini che lo percorrono. In realtà “St. PIO PATH” ha un punto di partenza ufficiale riconosciuto nel borgo di Pietrelcina, piccolo abitato che ha dato i natali a Padre Pio, e raggiunge il promontorio garganico in San Giovanni Rotondo, valicando i monti del Sannio e l’Appennino della Daunia ove da secoli transitano importanti vie di collegamento.

Il “St. PIO PATH” si snoda lungo un itinerario di spiritualità e conoscenza che muove i suoi primi passi da Pietrelcina (luogo natale del Santo) ove pellegrini e viaggiatori trovano la pace percorrendo il cammino. Un viaggio che vale la pena di condividere con persone anche di diverso credo religioso e pensiero; un viaggio intenso, profondo e proficuo; pervaso di credenze e motivi culturali da metabolizzare. Lungo il cammino/pellegrinaggio l’escursionista avverte la sensazione di essere un tutt’uno con la natura, ove si considera l’attento confronto fra la realtà attuale e quella antica; non si tralascia neanche il grosso significato di attraversare quei lunghi tratti delle antiche autostrade d’erba, come i tratturi della “transumanza” e comodi sentieri rupestri.

Il “St. PIO PATH” ha la caratteristica peculiare di ripercorrere quelli che sono stati gli autentici spostamenti effettuati dal Santo frate toccando tutte le strutture religiose e i complessi conventuali distribuiti su un immenso territorio a cavallo dell’Appennino Dauno, posto a cavallo tra le province di Benevento, Campobasso e Foggia; vale a dire tutti quei luoghi spirituali in cui il frate di Pietrelcina si è mosso dalla borgata sannita, nella quale egli è nato ed è giunto – dopo un cammino spirituale durato anni – sul promontorio garganico nel villaggio di S. Giovanni Rotondo ove ha terminato la sua esistenza terrena ed e asceso alla gloria celeste. (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

Lascia un commento