PAPASIDERO (CS), la Grotta del “Romito” & S. M. di Costantinopoli… excursus emotivo dalla Preistoria al Medioevo

Siamo nella Calabria settentrionale, all’apice della provincia di Cosenza, in quel lembo di terra fortunatamente sottoposto a tutela del Parco Nazionale del Pollino, lungo le tortuose sponde del fiume Lao, laddove le spumeggianti acque consentono di praticare il rafting. Muovendosi verso il nord del paese, dopo un rocambolesco viaggio tra crinali e profonde valli, si raggiunge uno tra i siti preistorici più interessanti d’Italia: la “Grotta del Romito”, un luogo unico nel suo genere, un posto magico, una località incantevole circondata da una rigogliosa natura che si incastra, armoniosamente, in un luogo fantastico.

Un percorso nei boschi ben attrezzato introduce alla meraviglia per la quale val la pena giungere fin lassù ove ci accolgono incisioni rupestri e antiche sepolture, coi loro indecifrabili misteri; autentici segni di vita e di arte che alcuni nostri progenitori, in un passato che si perde nella notte dei tempi, sono riusciti a distribuire nei pressi e all’interno di un mondo caratterizzato dalle stalattiti e dalle stalagmiti; scenari unici che lasciano senza fiato.

La Grotta del Romito (il cui nome deriva dal fatto che un tempo il sito fu abitato – durante il Medioevo – da frati eremiti) è un importantissimo parco archeologico immerso nella copiosa natura calabrese. Presso l’accesso compare un grande masso levigato sulla cui superficie vi sono incise (sembra quasi disegnato) le fattezze di un toro, meglio conosciuto come “Bovis Primigenius” una incredibile incisione rupestre risalente ad oltre 15000 anni fa; e ancora, delle fosse in cui sono presenti antiche sepolture tra i primi esempi in Europa a “tumulazione” con tracce di scavi, tutt’ora in corso, curati dall’ Università di Firenze e poi, infine, la parte interna della grotta, che si presenta piena di stalattiti e stalagmiti con un fantastico gioco determinato dalle luci e dalle ombre.

Ritornati giù in paese a Papasidero (il cui nome trae origine da Papàs Isidros, un monaco bizantino, oppure sembra derivasse da Papa Isidoro, un monaco basiliano di religione greco ortodossa), si prendono una serie di gradinate che dopo alcuni tornanti che scivolano lungo il pendio che porta fin quasi al fiume Lao, in pochi minuti giunge presso l’antico ponte medioevale che supera il fiume Lao fino al sagrato della bella e imponente chiesa rupestre (Santuario) di S. MARIA di COSTANTINOPOLI, luogo meraviglioso oltre che sacro, imponente struttura in pietra incastrata nella roccia. Se prima di imboccare il ponte medievale si prende il sentierino che scenda sulla sinistra, si giunge presso una piccola spiaggia (approdo per il rafting) acciottolata proprio sul greto (sponda destra) del fiume Lao in un posto incantevole e pieno di pace.

Il Santuario è arroccato sul fianco ripido della montagna. Questo Santuario costruito nella roccia, sul fiume, si trova in un incantevole scenario paesaggistico. Vederlo dalla lunga scalinata che bisogna percorrere per raggiungerlo, già preannuncia l’emozione che si può vivere una volta arrivati. Per accedervi si attraversa il ponte sul fiume, e tutt’intorno sembra essere avvolto da un’aurea di fascino, di mistero, di magia. Il Santuario risulta essere interessante, bello e suggestivoo anche al suo interno, ove sono conservati un organo e bellissimi dipinti che subito rapiscono lo sguardo. La locazione di questo Santuario, fuori dal comune per la posizione eretta sul ripido fianco (destra orografica) del fiume Lao, è insolita per il fatto di poter essere raggiungibile solo attraversando il ponte in pietra sul fiume.

Il luogo è molto caratteristico e non è raro riuscire ad incontrare anziani del luogo originari del paese che si spingono fin quaggiù per una passeggiata e che si prestano bene nel raccontare episodi e storie del circondario; come quella di come più di 20 anni fa tutti gli abitanti del paese, il giorno della festa del santo patrono, formarono una catena umana per salvare la chiesa da un incendio. Il Santuario della Madonna di Costantinopoli in origine era un luogo di culto ove si professava il rito orientale greco/ortodosso, ma è soltanto negli ultimi secoli ha ottenuto la “conversione” al cattolicesimo.

Che altro dire del luogo e del suo circondario se non provare il piacere di avventurarsi per strade e piste alla ricerca dell’insolito, immergersi in questa rigogliosa natura e magari facendosi accompagnare dalle narrazioni della gente del posto che, con la loro voce rauca, testimoniano esperienze di vita difficilmente riscontrabili altrove, dopotutto, la Calabria è… anche questo: saper ascoltare! (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

Lascia un commento