BUDAPEST (Magiari, H)… la romantica, regale e aristocratica “Buda”

Budapest, da sempre capitale dell’Ungheria, della terra dei Magiari e dell’antica Pannonia; le sue sponde che s’affacciano sul Danubio sono state dichiarate Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La città, nella sua parte più antica, si estende ai piedi di verdeggianti colline (Buda) di natura calcareo-dolomitica, distribuite sulla destra orografica del fiume, e di immense pianure ove sorgee la moderna e vivace Pest; tra le due “parti”, al centro del fiume, si estende la Margitsziget (isola Margherita), autentica oasi e polmone verde della città, mentre le sponde vengono unite dal collegamento di ben otto ponti. Tra le principali etnie che ogni anno, a milioni, raggiungono le “reali” sommità di Buda si contano: al primo posto gli italiani (sparsi in ogni angolo della città); seguiti immediatamente dagli ispanici e dagli orientali (suddivisi tra giapponesi e coreani).

Dal Ponte di Margherita, al centro del fiume, ha inizio il nostro vagabondare per questa splendida città. Se Pest cattura per la sua vivace e frenetica vitalità, Buda subito ci attrae per la sua compostezza. Appena approdati a Buda, seguiamo la principale arteria di Margit körút (Viale Margherita) che in lieve pendenza ascende fino alla spianata di Moszkva ter, ove si concentra la maggior parte del flusso pedonale dei turisti in transito. C’è la possibilità di poter prendere un bus di trasporto pubblico locale ma noi, hiker e backpacker nel dna, preferiamo – naturalmente – raggiungere la Fortezza a piedi.

Risalendo la Várfok utca si giunge alla sbarra d’accesso che immette nei quartieri della Fortezza, presso l’antico varco d’accesso di Bécsi kapu tér (la Porta di Vienna), a nord dell’altura. Questa imponente elevazione calcarea domina, dall’alto dei suoi 60 metri d’altezza sul fiume, tutta la città, e risulta essere l’emblema storico e artistico che rappresenta l’essenza stessa della capitale. Seguendo il flusso pedonale che porta al centro della spianata, lungo la via Táncsics Mihály caratterizzata da edifici in puro stampo gotico e rinascimentale con spiccati richiami alle fattezze plastico/decorative della Serenissima, si perviene nella piazza su cui svetta, a sinistra, l’imponente facciata in stile gotico della Mátyás Templom (Cattedrale di Mattia) detta anche Chiesa dell’Assunta, il più importante edificio sacro della capitale, fulcro principale della Várhegy (collina della Fortezza) che riassume – nella sua evoluzione storica – i momenti salienti dell’intera città; in questa cattedrale fu incoronato, nel 1309, Carlo Roberto d’Angiò.

Alle spalle della Cattedrale compare la suggestiva skyline di Halászbástya, il famoso “Bastione dei Pescatori” che ruota intorno alla statua bronzea equestre di Re Stefano I, fondatore dell’impero magiaro. Singolare composizione architettonica di fattezze militari, i Bastioni furono realizzati in puro stile neo-romanico, con l’intreccio e l’accavallarsi di torrette, balaustre, camminamenti è gradoni; essi offrono al visitatore la possibilità di potersi affacciare e godere dello spettacolare panorama sulla città di Pest. I Bastioni furono eretti, poco più di un secolo fa, nel luogo che – secondo la tradizione – ospitava il mercato ittico, oppure in seguito alla difesa della corporazione dei pescatori per contrastare gli assalti alla Fortezza.

Lasciata questa prima parte della collina fortificata, il viale principale ci porta alla successiva spianata panoramica, la cosiddetta Dísz tér (Piazza d’Onore) ove avvenivano le principali manifestazioni (parate militari ed esecuzioni) e la successiva Szent György tér, con un palazzo (il Sándor Palota) presidiato da guardie armate che si danno il cambio al rullo di tamburi; piazza da cui s’impenna la poderosa mole del Palazzo Reale (poderoso complesso architettonico originato dall’accostamento di più edifici) in cui sono ospitati una Galleria Nazionale ed un Museo e che domina il paesaggio magiaro visibile da chilometri.

Spostandosi al margine dei bastioni meridionali, presso il torrino del Buzogany torony, una gradinata scende fino a raggiungere l’imbocco dell’Erzsébet híd (Ponte di Elisabetta), sotto la rupe della Cittadella. Budapest è quella città su cui il meteo può compiere tutte le bizzarrie che vuole, presentandosi al mattino col cielo azzurro ed il sole e, nel volgere di poche ore, catapultare la situazione offrendo un cielo plumbeo, umido e carico d’acqua. Dal ponte parte una monumentale gradinata che risale per le boscose pendici della Cittadella.

Ogni metro superato, ogni siepe lungo lo scosceso sentiero che collega la parte bassa con quella alta di Buda, il giorno cede lentamente il passo all’imbrunire e le ultime luci diurne accolgono le prime ombre della sera restituendo una suggestiva sky-line da fiaba lungo le sponde fluviali. Qui il sentiero – con vialetti e gradinate – lascia scorgere, volgendo lo sguardo all’indietro tra i rami e i cespugli, alcune tra le più belle e suggestive visioni panoramiche sull’intera città, con le anse del Danubio, i ponti, i monumenti e gli edifici principali tutti illuminati in un fantasmagorico gioco fatto di luci e colori che cattura l’attenzione (e le emozioni) in un’aurea di magia, fantasia, stupore… meraviglia! Il sentiero raggiunge la spianata della Cittadella proprio sotto l’imponente statua della Szabadság Szobor, il monumento della “liberazione” dedicato a tutti i martiri caduti per la democrazia e la libertà dell’Ungheria dall’oppressione sovietica. Ovunque gli occhi posano lo sguardo sull’orizzonte è tutto un alternarsi di scenografiche skyline che esaltano il fascino di questa città davvero unica, di questa capitale che si lascia conquistare come una bella donna, riservata quanto basta, eccentrica e vivace nei momenti di festa. Szia Pest… viszontlátásra Buda… Köszönöm…! (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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