La libertà di andare oltre… senza confini di tempo e di spazio, dove gli orizzonti non sono mai uguali e dove i tramonti restituiscono arcane sensazioni di fascino, di mistero, di ancestrale e curiosità…
Un affascinante viaggio attraverso il cuore dell’Abruzzo seguendo le tracce di pastori e greggi transumanti. Incamminarsi lungo uno dei più famosi “tratturi” che i pastori percorrevano conducendo le greggi dall’Appennino (Pescasseroli) fino al Tavoliere in Puglia (Candela) e che negli ultimi tempi è stato in parte recuperato e, soprattutto, riconosciuto come Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Quella del tratturo (“Regio”) è una traccia che sfiora spettacolari balconate panoramiche, gli scarponi che si alternano – senza interruzione – ora sul verde prato, ora sulla nuda roccia: ha inizio così il fascino di una intrigante avventura attraverso irreali e muti paesaggi d’alta montagna fatta cieli tersi sfiorati dal vento e che si perdono all’infinito, senza confini, oltre ogni possibile orizzonte.
Dalle rupi appenniniche, passando per le aspre e possenti giogaie della Marsica, le nude creste del Gran Sasso fino alle incantevoli dorsali della Majella e gli intensi profumi della macchia mediterranea. In tutti questi anni pensavo di conoscere l’Abruzzo ma mai prima di averne percorso, in lungo e in largo, i sentieri, i valichi e i passi che s’aprono attraverso le selvagge montagne della valle del Sagittario, di Scanno, del Passo Godi, della Marsica, di Pescasseroli, di Opi, di Barrea…
Mai prima d’ora ero riuscito ad entrare così profondamente in contatto con questo splendido patrimonio ambientale come quello determinato dai “tratturi”, non solo intriso di una natura che rende viva questa parte paesaggistica dell’Abruzzo più interno ma vissuto, in tutta la sua magnificenza, soprattutto per i suoi aspetti storici e culturali, fatto di ampi panorami e di gente vera, autentica… disponibile! (di ©Andrea Perciato)
