Altavilla Silentina sorge poco sotto un’altura intensamente coltivata ad ulivo che domina tutta la pianura segnata dalla valle del fiume Sele, quasi un baluardo occidentale della balconata dei monti Alburni, divisa dal paese per la larga curva solcata dalle acque del fiume Calore che va ad immettersi nel ben più grosso Sele. Famosa per le sue vestigia storiche, risalenti all’epoca Normanna, Altavilla Silentina rappresenta anche un formidabile punto di osservazione con una splendida sky-line che s’apre sull’intero golfo di Salerno e i territori dell’interno. Questo agglomerato urbano, di sicura matrice altomedioevale, basa la propria economia principalmente sulle attività e le produzioni agricole (frutteti, uliveti, vigneti) e lattiero-casearie.
L’abitato altavillese (m 273) domina un territorio collinare caratterizzato da ampie zone coltivate ad ulivi, case coloniche e masserie sparse a carattere rurale. Il circondario di Altavilla Silentina è interamente circondato dai confini del Parco Nazionale del Cilento, Val Diano e Alburni; quasi una terrazza panoramica che, estendendosi, si pone come un baluardo a controllo delle anse fluviali del Sele che accolgono le acque del Calore, nel punto dove questi due fiumi si incontrano. In questa area a vocazione agricola – teatro durante l’ultimo conflitto mondiale di aspri scontri tra gli americani e i tedeschi – si allevano, da secoli, le bufale.
Girovagando per il suo circondario si possono effettuare numerose escursioni che si spingono fin oltre i crinali ulivati, lì dove il vento è la dominante costante e dove la presenza di pale eoliche tramuta la sua forza in energia. Allontanandosi dal centro di Altavilla, si raggiunge l’estrema periferia ove giace il locale cimitero, mentre sulla sinistra una ripida salita conduce presso un antico casolare posto (m 424) a sinistra in cima ad una panoramica collina; quassù c’è una stele commemorativa (Monumento ai caduti di Quota 424) che ricorda la cruenta battaglia tra i soldati tedeschi e americani qui avvenuta tra i campi di grano e gli uliveti di Piano delle Rose, naturale scenario di una tra i più aspri scontri a poche ore dallo sbarco degli Alleati in Italia nel settembre 1943 ma queste legate allo sbarco (in codice Avalanche Operation), sono storie che vi racconterò in seguito…! (di ©Andrea Perciato)
