da MONTALCINO a S. ANTIMO (Val d’Orcia, SI, Toscana)…

Qui ospitalità e accoglienza sono valori radicati nel tempo! Se non ci siete mai sati, trovate il tempo di andarci a camminare; ne vale davvero la pena… credetemi!

Ritrovarsi ai piedi della splendida rocca medioevale della fortezza di Montalcino (patria del rinomato “brunello“), massima esaltazione dell’architettura militare dell’alto Medioevo, col Palazzo dei Priori e il loggiato… tutto ciò esalta l’autentico spirito di quella terra chiamata Toscana, tutto ciò è quell’incredibile contenitore di sorprese ed emozioni che possono essere vissute solo toccando questi luoghi con un trekking (o, se volete, un cammino) itinerante.

Muovendosi dai bastioni della Rocca di Montalcino ci si porta subito verso la zona dei famosissimi vigneti. La Val d’Orcia è una terra ove i sensi esplodono in tutta la loro estasi; qui il tempo determina gli spazi e l’esaltazione dei sensi, tramutandoli prima in sentimento e, successivamente, in ammirazione; qui, in val d’Orcia, ovunque sia possibile volgere lo sguardo, si apre una natura che riesce ad accoglierti e – trasformandosi nella tua momentanea casa – determinano l’origine e la creazione della filosofia dell’ospitalità e dell’accoglienza.

Durante questo tratto iniziale della tappa si attraversano luoghi modellati dal genio delle mani dell’uomo: i rinomati vigneti. Qui il vignaiolo, che sia egli artista o contadino, riescono a tramutare dai campi alle tavole, dai vitigni ai calici, vere e proprie “alchimie di sapori” tramutandole in autentici capolavori di gusto, benessere e di stili di vita. Tra ampi orizzonti e campi estesi che si perdono oltre l’orizzonte si superano antiche cascine e casali determinate dai filari dei cipressi ove il profumo d’antico s’insinua attraverso ogni pietra, serpeggia lungo i filari sistemati a “festoni” e supera vallete solcate dai basoli di cammini e antiche vie oggi dimenticate dal tempo. Così, superato l’antico “casale” di Tolli, ha inizio una lunga discesa che scorre attraverso boschi intrisi dalla macchia mediterranea, fino a sbucare in una splendida cornice paesaggistica caratterizzata dalla presenza della suggestiva pieve, edificata tutta in pietra calcarea, dedicata al culto di Sant’Antimo.

Un giardino posto all’ingresso viene caratterizzato da secolari uliveti che invitano a una sosta meditativa, mentre da lontano giunge l’eco di musiche antiche che esaltano lo spirito ed elevano l’animo alla contemplazione. Varcati il suo bellissimo portale in pietra tutto finemente decorato, si penetra in un luogo che ci proietta indietro nel tempo, attraverso un arcano silenzio ove tutto contribuisce all’elevazione di canti preghiere, il tutto accompagnato dalle melodiose litanie di canti e cori: gli affreschi, le sculture, le statue e le note dei canti gregoriani che rieccheggian da una navata all’altra della suggestiva abbazia di Sant’Antimo, la cui costruzione viene attribuita a Carlo Magno quando egli si recò in pellegrinaggio a Roma dal Papa per chiedere intercessione a Dio di far cessare la pestilenza. Tutti elementi, questi, che lasciano facilmente intuire che qui, il Medioevo, ha davvero lasciato indelebili tracce della sua epopea… ovunque i nostri occhi posano lo sguardo! (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

Lascia un commento