
Un percorso tra vari paesini all’inizio della costa d’Amalfi attraverso i campi coltivati col sistema tipico della delle terre di costiera (i terrazzamenti).
VIETRI sul Mare è la città famosa in tutto il bacino del Mediterraneo per le sue fabbriche di ceramiche e maioliche. con le sue chiesette dalle cupole maiolicate e le piccole case dalle tegole di cotto; essa appare sospesa come d’incanto tra cielo e mare. Nell’antichità fu “MARCINA” città etrusca che subì, successivamente, la dominazione di Sanniti, Lucani e Romani. Considerata la “Porta della Costiera”, proprio sulla maiolica la cittadina fonda tutte le decorazioni artistiche espresse nelle sue chiese e nella abitazioni più antiche come la bellissima cupola appartenente alla Chiesa madre del XVII secolo dedita al culto di San Giovanni Battista, situata nel punto più alto del centro storico e che si lascia ammirare anche per l’elevato Campanile. Di matrice settecentesca, all’interno conserva un polittico del ‘500. L’industria della ceramica, per cui Vietri è celebre nel mondo, era fiorente già dal Medioevo. Il giallo e il blu, i colori della natura e del mare, i limoni e i grappoli d’uva si ritrovano nelle vivaci decorazioni espresse dalle maestranze della ceramica locale. Una visita tra i vicoli e le vetrine iridate colme di scaffali e mensole, consente di girare, cercare nei numerosissimi negozi e poter magari entrare “direttamente” nelle fabbriche a conoscere da vicino questa antica produzione. Scelte e gusti sono, praticamente, infiniti e ogni bottega si distingue per stile e varietà di decori. La felice posizione della città, la ricchezza d’acqua, le colline ricche di legname, sono tutti elementi che hanno favorito nel corso degli secoli lo sviluppo delle fabbriche di ceramica.

Dalla piazza di Vietri (77 m) su cui prospettano numerose botteghe d’artigianato ceramico, laddove ha inizio il nastro d’asfalto della Statale n. 163 della Costiera Amalfitana, si prende la via alberata (da platani) che scende verso il ponte sul vallone del torrente Bonea. Al primo bivio si sale a dx (67 m) in direzione di Raito, ma prima di raggiungere la località, si prende a dx fino a raggiungere Dragonea (334 m). Portandosi fra le case in contrada Jaconti si prende la pista che scende direttamente al villaggio di Albori (264 m) posto quasi ai piedi di monte Falerio e all’ampia vallata che – come un anfiteatro – si chiude sotto le pendici di questo monte. Paesello sviluppatosi lungo il pendio su cui è situato, il caseggiato si estende per tutto l’arco orografico del declivio di SE interrompendosi proprio a occidente, in modo da sfruttare al massimo l’esposizione alla luce del sole. Il paese, riconosciuto per la sua posizione particolarmente panoramica e le caratteristiche viuzze con le abitazioni praticamente abbarbicate sul crinale di una montagna, viene considerato come uno dei borghi più belli d’Italia. Le abitazioni originarie, tutte realizzate in muratura artigianale, presentano le coperture dai caratteristici tetti “bombati” in bianco, costruiti più per motivi funzionali che estetici: la cosiddetta “lamia a vela”, che costituiva la cupola classica, mentre la “lamia a botte” veniva generalmente utilizzata per locali a pianta rettangolare e adibiti a magazzini o a stalle. Il caseggiato si presenta con una “architettura spontanea” che viene condizionata dalla natura circostante costituendo un perfetto esempio di simbiosi e autonoma organizzazione rurale. Il centro del villaggio è costituito da una ristretta piazza ricavata nell’unico slargo piano del paese e da cui si dipartono una rete di viottoli e gradinate costituite in maniera tale che ogni punto del paese possa essere raggiunto rapidamente e con la massima facilità.
Nella piazza prospetta la Chiesa di Santa Margherita di Antiochia del XVI secolo, ricca di affreschi raffiguranti Santi, Madonne, Beati e Dottori della Chiesa; molto interessanti le “formelle” in stucco affrescato raffiguranti i “Misteri” del Rosario e quelle di San Francesco di Paola. Fuori del paese si prende la pista che conduce direttamente alla splendida Villa Guariglia (179 m). In origine essa fu una casa colonica di proprietà dei Consiglio; con l’annesso parco, l’antica Cappella e la Torretta Belvedere, la villa è ricca di dipinti, preziose suppellettili e di una biblioteca (circa 5000 volumi). Re Vittorio Emanuele III qui soggiornò dal giugno al dicembre del 1944. Nella Torretta Belvedere è visitabile, ed è fruibile dal pubblico, il Museo della Ceramica, prezioso e importante contenitore di manufatti che rappresentano la continuità e la vitalità della produzione ceramica della zona negli ultimi quattro secoli come: maioliche artistiche a sfondo religioso (del ‘600 e ‘700); mattonelle votive; una sezione moderna dedicata alla ceramica del ‘900 con pezzi del “periodo tedesco” (del 1927 con Melamerson, Kowaliska e Gambone).
Dalla villa si risale fino a raggiungere Raito (190 m), un irripetibile belvedere sul golfo di Salerno (264 m). Dalla Chiesa della Madonna delle Grazie con la singolare cappella affrescata dei “Naviganti” si raggiunge la strada costiera, proprio di fronte alla rampa in discesa che porta direttamente fin giù alla Marina di VIETRI. Giù, verso la stretta spiaggia, compare Marina di Vietri, che si estende tra gli scogli dei “Due Fratelli” alla Punta d’Albori. Qui troneggia l’interessante Torre aragonese della “Crestarella”, situata su una piccola sporgenza; opera bellica posta a difesa delle coste contro le incursioni saracene. (tratto dalla guida “CAMPANIA Zaino in Spalla” di ©Andrea Perciato)
