
Gli abitanti di queste terre, sospese tra la verticale e l’obliquo, durante lo scorrere dei secoli si sono adattati a saper fare di tutto; un po’ per necessità, molto per abilità.

Questa terra nascosta ai più, magica e spettacolare nel suo insieme, incantevole per i suoi paesaggi, fiabesca per i suoi panorami mozzafiato intrisi di profumi e di colori è sempre stata, per lunghi secoli, tagliata fuori dal resto della terraferma viste le asperità che preservano i territori a monte delle marine prospicienti la frastagliata costa; e solo intorno alla metà del XIX secolo che, grazie alla costruzione della rotabile (con gallerie e arditi ponti), fu possibile rompere questo millenario isolamento riuscendo ad aprire nuovi e continui contatti tra le città distribuite lungo la costa ed i paesi situati al di là del promontorio collegabili, fino ad allora, solo ed esclusivamente per mezzo di incredibili mulattiere.

Tutto ciò rivive ancora oggi, ora più che mai, sotto l’incredibile azzurro di un “cielo ellenico” la cui luce s’intreccia e si sviluppa coi “misteri” di un vicino oriente e il “fascino” di civiltà qui intrecciatesi nel corso del tempo e riscontrabili, appena dietro l’angolo, ora in un chiostro, o in un vicolo, oppure su di una parete maiolicata.
Non ci sarà da meravigliarsi infine se, durante le lunghe giornate di canicola estiva sotto un fresco pergolato di limoni, al calar del meriggio viene offerta questa tipica (e frugale) cena: mozzarella avvolta in foglie di limone e abbrustolita; piccantina di vitello al limone; babà inzuppato di limoncello e fettine di limone con zucchero, o profiteroles alla crema di limone… e allora risulta quasi incredibile poter esclamare spontaneamente “Allah Akbar” e per chi ascolta, non sarà certo un peccato! (tratto dalla guida “ORIZZONTI SARACENI” itinerari escursionistici in Costa d’Amalfi di ©Andrea Perciato)



