a piedi nel CILENTO…2) Terra da Camminare, Terra da Raccontare

Il Cilento ha condizionato – nel corso dei secoli – lo sviluppo geografico in cui sorgono gli abitati delle zone più interne, caratterizzate dalle risorse tipiche della montagna (boschi e pascoli) le quali hanno influenzato, non poco, l’ubicazione degli insediamenti. Ed è in questo pittoresco quadro paesistico che si sviluppano i borghi, o su uno sperone soleggiato, oppure su un elevato pianoro le cui vie d’accesso ai monti sono costellate dalla presenza di boschi e foreste. Questi paesi conservano, ancora oggi (tranne alcune rare eccezioni), quelle dimensioni corrispondenti alla loro massima espansione verificatasi, probabilmente, verso la fine dell’800 e, comunque, prima che iniziassero quei grossi flussi migratori tipici di questi desolati territori; modeste estensioni urbanistiche che vengono compensate dalla bellezza di antichi ambienti in cui si sono conservate e mantenute quelle condizioni di semplicità e genuinità del vivere quotidiano.

I monti del Cilento hanno – da sempre – avuto un ruolo unico, sia nel territorio che nel vissuto storico: luoghi di lavoro duro, paziente e a volte avaro; riparo dalle incursioni; ricovero per gli armenti; sicuro nascondiglio per i briganti. Queste montagne sono “parte viva” nell’animo delle genti cilentane ove i pastori ne sono i “padroni” ed esplicano, attraverso particolari rituali identificabili nel linguaggio, nella gestualità e nella musica  quella accanita devozione per le immagini sacre da cui l’erezione di cappelle e Santuari.

Oggi la presenza di nuove strade di comunicazione ha ulteriormente isolato l’antico sistema viario, tortuoso e impraticabile, che un tempo era articolato intorno agli altipiani o nelle vallate e che mettevano in collegamento passi e valichi d’importanza strategica, oppure evidenziavano una straordinaria varietà di scorci paesistici sia verso la costa che verso l’interno (Vallo del Diano). Alcuni di questi, come il Passo della Sentinella (956 m) o la Sella del Corticato (1026 m) testimoniano, ancora oggi, come il sistema degli accessi in questo territorio montuoso fu governato con estrema prudenza fin dall’antichità. Questo isolamento favorì, molto spesso, quegli insediamenti religiosi che si richiamavano non solo ai Santuari rupestri e a quei Conventi e Monasteri sparsi tra le colline e le vallate, ma anche a piccole chiese arroccate su inaccessibili e tortuose creste montuose.

E’ la storia di un territorio, questa del Cilento, in cui i profili montuosi e i pellegrinaggi che si svolgono lungo i loro pendii sono il filo conduttore di uno stesso sistema nato senza precisi confini. In primavera, l’immagine “santa” va sulla montagna per “vegliare” sui luoghi di lavoro dei fondovalle; mentre in autunno si torna al piano per consolidare i forti legami esistenti tra Santo e fedeli. Il rito continua con i pastori transumanti, i quali non solo compiono lo stesso percorso ma vivono un identico rapporto con il territorio, difficile e impervio, ove il “ruolo” della montagna assume molteplici aspetti di “carattere sacrale” e, molto spesso, “penitenziale”.

Si avverte, in queste zone, come ancora oggi la giornata sia regolata misurandosi con gli eventi presenti in natura: il sole, le lune, le stagioni; di come questo paesaggio e la sua gente siano ancora rimasti così austeri e fieri, senza mai alterare le loro abitudini e con quel forte attaccamento a questa estrema zona sud della Campania. Questa regione conserva ancora immagini segrete e misteriose, mentre lungo i litorali della vicina costa il paesaggio, pur cambiando, si accresce di nuove e diverse suggestioni: pareti a strapiombo, scogliere rocciose e spiagge bianche contro cui s’infrangono le profumate onde di un mare così incredibilmente azzurro. (tratto dalla guida “CILENTO, Terra da Camminare, Terra da Raccontare” di ©Andrea Perciato, edizioni ARCI Postiglione, 2002 SA)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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