monti PICENTINI (SA/AV)… “Paradiso Verde” dell’Appennino Campano

INVITO alla CONOSCENZA Un invito per condurre e far conoscere, a chi ancora non lo sa, le “bellezze” e l’importanza di queste montagne e la “sua” gente. Uno degli scopi per cui si desidera far conoscere questi monti, è quello di presentare in chiave ambientale, culturale, naturalistica, paesaggistica e storica, luoghi interessanti e poco noti dell’interno montuoso della Regione Campania, il suo “Cuore Verde”: i monti Picentini.

Lungo questi poco conosciuti percorsi Picentini appare, dunque, con maggiore evidenza, quello stretto “legame” tra l’uomo e l’ambiente naturale che altrove, in luoghi più affollati dal grande flusso turistico e dagli insediamenti industriali, è ormai scomparso. E’ un legame, questo, che può essere conservato solo con una severa politica di salvaguardia (ecco l’importanza di un Parco o di un’Area Protetta!) dell’ambiente, tanto più utile nel Mezzogiorno, dove forti e antiche si manifestano le interazioni tra storia e territorio, tra forme “offerte” dalla natura e manufatti “creati” dalla mano dell’uomo.  La molteplicità degli scorci paesistici, l’abbondanza dei castagneti, le meravigliose coloriture autunnali del bosco ceduo ed un’economia ancora legata all’agricoltura, alle attività silvo-pastorali ed ai semplici costumi montani, conferiscono alla zona dei Picentini una particolare bellezza che attende ancora “giustamente” di essere evidenziata e rispettata nei suoi valori più autentici.

La vita tra queste contrade, gli isolati borghi e le sconosciute vallate, fino a pochi decenni addietro, era “costruita” ancora su quei ritmi ingenui e naturali che hanno sempre contraddistinto l’animo forte e generoso delle popolazioni di queste terre. Si avverte in queste zone, come ancora oggi le giornate siano regolate misurandosi con gli eventi naturali: il sole, le lune, la cadenza e l’alternarsi delle stagioni, le emozioni scaturite da nascite, matrimoni e morti. Si assapora come questi paesaggi e le sue genti siano ancora rimasti così austeri, fieri e, al tempo stesso, legati alle tradizioni, senza mai alterare le loro abitudini, e con quel forte attaccamento a questa terra che conserva ancora quella immagine segreta e misteriosa, stretta e raccolta intorno ai suoi antichi borghi, isolati quasi sempre tra montagne, oppure a dominio di una valle. Contadini, soldati, pastori, tagliaboschi, pecorai e briganti, percorrendo molto prima di noi questi sentieri, hanno scritto pagine della loro storia di vita quotidiana tra le piste, i cammini e le strade di queste montagne… Le valli, i fiumi, i castelli, la gente oggi sono ancora lì, a testimoniare quella vita semplice e genuina, magari tenuta anche un po’ gelosamente nascosta. Anche un Ministero, quello dei Beni Culturali e Ambientali, si è accorto di queste montagne, emanando un Decreto (28 marzo 1985) in cui si dichiaravano i monti Picentini un “territorio di interesse pubblico, di interesse naturalistico e ambientale perché… un unico e immenso patrimonio di grande e notevole pregio paesaggistico degno di una adeguata tutela…

Fatte queste premesse, ecco che si propone, a tutti gli escursionisti che intendono avvicinarsi a questo “Polmone Verde” della Campania, la possibilità di aprire i propri cuori e le proprie menti ed a seguire il “ritmo dei passi” che, con il loro escursionare, avranno la possibilità di immedesimarsi, anche solo per pochi giorni, con lo stesso spirito che secoli addietro accompagnò quei grandi viaggiatori che mossero i loro passi lungo le antiche strade della storia alla ricerca ed alla conoscenza delle più remote tracce di arcaiche civiltà. Chi percorre i sentieri di queste montagne, vive costantemente le emozioni di un’avventura fantastica e interessante dal primo all’ultimo passo, quasi un ritorno alle origini dove non basta seguire le tracce della pista, ma si deve ricorrere (a volte) alla carta e alla bussola e, molto spesso… anche all’istinto. Tra questi monti, tra queste vallate, si possono ancora provare la “paura” di essersi perduti e la “gioia” di ritrovare un segno certo, sicuro, che indichi la via  (anche un campanile, un profilo di cresta montuosa o panorami a noi familiari). Si può ancora provare oggi, l’esaltante sensazione di camminare giornate intere senza che alcun “rumore” umano giunga agli orecchi, riassaporando i profumi che ancora offre questa incantevole natura. Infatti non bastano pochi giorni di cammino per capire l’importanza e la bellezza di questi luoghi, per conoscere a fondo quei mille piccoli segreti che avvolgono nel mistero e nella leggenda ogni pietra, ogni albero, ogni angolo nascosto di questo immenso paradiso montuoso.

Il piccolo contributo che si vuole offrire attraverso queste parole ed immagini, ma soprattutto di “ricordi”, è rivolto principalmente a chi, in questi paesi, su queste montagne, continua ancora a vivere, e soprattutto a far sì che escursionisti, appassionati di storia, cultura e tradizioni, turisti della domenica ed altri ancora, possano conoscere ed apprezzare quello che oggi questa terra, le sue valli, le sue cime, i suoi fiumi, le sue case e la sua gente riescono ancora a trasmettere con “forti emozioni” e “antichi sentimenti”. (tratto dalla guida “MONTI PICENTINI” Paradiso Verde dell’Appennino di©Andrea Perciato, Edizioni ARCI Postiglione, 2007 SA)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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