lungo la “COSTA degli DEI” 2) …Quando i pescatori raccontano!

… Sono tanti i fatti, gli spunti e gli aneddoti che possono venir fuori dai semplici racconti di qualche anziano pescatore che è ancora possibile incontrare lungo le cale o nei pressi di piccole baie nascoste. Dai loro racconti escono fuori storie sicuramente sconosciute a quei tanti turisti che riescono, purtroppo, a dedicare solo una fugace visita in questi straordinari luoghi. Popoli della costa e abili navigatori le cui gesta leggendarie sono giunte fino a noi cariche di entusiasmanti emozioni.

Questi, fin dall’antichità, erano in possesso delle più conosciute tecniche dell’andar per mari sia a vela, sospinti dai venti, che per strumentazione, con l’ausilio della bussola e il sestante; esperti maestri d’ascia con una tradizione cantieristica tra le più forti del passato; provetti tecnici d’ingegneria contadina applicata allo sfruttamento delle verticalità dei terreni “sospesi”; artisti completi e creatori di forme (con le ceramiche e le maioliche); astuti commerciati di sete, spezie e velluti che correvano lungo le rotte di tutti i mari esplorati; abili imprenditori ed instancabili lavoratori con le famose produzioni artigiane della carta e delle paste alimentari. A parte l’ampia e fortunatissima parentesi del granducato medioevale e della famosa Repubblica Marinara con l’istituzione dell’Ordine degli Ospedalieri a Gerusalemme (divenuto, più tardi, Ordine dei Cavalieri di Malta) ed il codice di commercio e di navigazione formulato dalle Tabulæ Amalfitanæ, la costa e il suo entroterra vissero per lunghi secoli nell’isolamento più assoluto, tagliata fuori da ogni collegamento sia per mare che per terra.

Solo agli albori dell’epoca dei lumi (tra XVII e XVIII secolo) questi luoghi aspri, da tutti visti brutti e misteriosi, lontani e difficilmente accessibili, cominciarono a destare l’interesse dei più arditi viaggiatori del tempo (artisti, poeti, pittori narratori, geografi, incisori, musicisti) i quali, alla scoperta della solitudine a tutti i costi e all’incontro con se stessi, viste le straordinarie meraviglie che potevano toccare con mano, cominciarono a privilegiare i paesaggi aspri e inviolati visti, ora, in quei contesti come specchio della contemplazione ideale alla ricerca di altre culture, di altre verità, di altre nature. (tratto dalla guida “ORIZZONTI SARACENI” di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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