
In una Terra dove il senso del camminare si integra con un “vissuto” dalle arcaiche tradizioni… Là dove gli spazi assumono dimensioni senza confini mentre il tempo, come per incanto, sembra essersi fermato per l’eternità…
Per lunghi secoli, la sicurezza del Cilento è venuta proprio dal suo interno; monti e catene a fare da baluardo, strade quasi inesistenti, fiumi a regime torrentizio. Goethe, che amava misurarsi con l’ignoto, quando giunse per la seconda volta a Paestum, nel 1787 affermò che “nulla di più” lo attirava nel meridione dopo aver visitato la pianura pestana e i monti che coronano il suo circostante territorio. Renàn invece, nel 1850 considerò Salerno l’ultimo “confine della civiltà verso il Sud” perché al di là di Faiano (Pontecagnano) tutto era palude e pericolo. Il Lenormant, infine, che fu un insigne archeologo francese ed un accanito viaggiatore, sul finire del secolo XIX (1883) intraprese un lungo viaggio che lo portò ad attraversare le contrade, i paesi, i monti, i fiumi e le vallate di quell’immenso e disarticolato territorio che, partendo dalla piana del Sele ed estendendosi fino a Sapri, nel golfo di Policastro, prende il nome di “CILENTO”.
Attraversare queste zone poste all’estremo meridione della regione Campania, oggi come allora, è una continua emozione che va esaltandosi con un alternarsi di stati d’animo, momenti in cui s’intrecciano stupori e meraviglie nel continuo incanto e nelle suggestioni offerte da quegli isolati borghi montani che emergono tra i profumi e i colori di questa meravigliosa natura mediterranea. Le escursioni e i trekking che si propongono portano a scoprire tutte quelle meravigliose bellezze che riesce ad offrire il PARCO NAZIONALE del CILENTO-VALLO DIANO in cui spiccano le catene montuose degli Alburni, del Cervati, del Sacro-Gelbision e del Bulgheria fino a giungere lungo quei tratti di costa ancora intatti come l’incantevole Baia di Punta degli Infreschi.
Il Cilento, l’antico “CIS-ALENTUM” (al di qua del fiume Alento) dei Romani, fu in origine abitato dalle popolazioni lucane dell’interno. Fin dall’antichità gli insediamenti abitativi (di piccole dimensioni) dislocati nel territorio erano arroccati intorno ai rilievi montuosi, mentre lungo i litorali costieri bassi e sabbiosi sorsero antiche città come YELE/ELEA (Velia) e BUXENTIUM (Policastro-Bussento); insediamenti, questi ultimi, che determinarono fin da allora, quelle principali arterie d’accesso che, sviluppatesi dal mare verso l’interno (l’antica Via del Sale, la Via del Grano, la storica Via del Ferro) ricordavano, a quei primi coloni ellenici giunti in queste zone, quelle forme montuose e collinari della loro patria lontana: la Grecia. (tratto dalla guida “CILENTO, terra da camminare, terra da raccontare” di © Andrea Perciato edizioni ARCI Postiglione, 2002)







