nella valle dei mulini dell’Ermice (Eboli, monti Picentini, SA)

A volte non ci si crede delle particolari bellezze naturalistiche che un territorio possiede, bellezze paesaggistico/ambientali incastrate in un’autentica oasi di verde, ricche di acque e di profumi intensi generati da una macchia che fa da sfondo alle fustaie più estese, con un sottobosco che emana densi profumi di erbe aromatiche da cui s’aprono cornici paesaggistiche di inaudita bellezza con vasche naturali in cui spiovono le acque di fonti e ruscelli formati da cascate e pozze dai fondali così trasparenti entro cui nuotano girini, mentre le salamandre fanno a gara a nascondersi tra il copioso fogliame: la Valle dell’Ermice ad Eboli.

Ecco una piccola “goccia” di paradiso creata dalla natura e a portata di… piede! Una piccola oasi sorta a pochi km dal centro antico di Eboli (SA), dalle più importanti vie d’accesso (autostrada, statale e ferrovia) e facilmente accessibile da tutti. Tra i versanti meridionali dei monti Picentini, s’apre questa valle in prossimità della collina di San Donato. Siamo all’apice, nel punto più elevato del centro storico di Eboli, alle spalle del Castello dei Colonna; qui, dalla Chiesa dei SS Cosma e Damiano (XVIII secolo) sale, tra antiche mura che da secoli dividono terrazzamenti sistemati a coltura (uilveto) e proprietà ecclesiastiche, lasciando a sx il poderoso complesso conventuale della Basilica di S. Pietro alli Marmi (del 1159), una stretta via che in breve raggiunge al Serbatorio dell’Ermice (presenza di un fontanile).

Da qui parte un piacevole percorso naturalistico, recentemente inaugurato dalla locale amministrazione, per favorire la fruizione, la scoperta e la conoscenza di uno degli angoli più caratteristici di questo territorio: quello della Valle dei Mulini. Superati il varco d’accesso un viale, con balaustra il legno sulla dx, attraversa il primo tratto pianeggiante, fino al primo mulino detto di “Zì Matteo“. Da qui, poi, il facile tracciato si tramuta in sentiero e, tra la copiosa vegetazione formata da boschi di acero e cerro, con un rigoglioso sottobosco di ginestre, lentisco ed altre componenti della macchia, in pochi minuti raggiunge lo storico “ponticello sull’Ermice” da cui sono possibili ammirare due scenografiche platee naturalistiche di pregio valore ambientale.

A valle, scendendo subito a destra del ponticello, c’è una “scaletta in trincea” (scivolosa per la presenza di muschio!), scavata nel pendio roccioso e che porta a ciò che resta di un’antica struttura (fontanino in muratura) qui sistemato alla fine dell’800; affacciandosi con la massima cautela è possibile scorgere una bella cascata formata da molteplici salti conosciuta come “u butto ru cianciuso” (che dovrebbe significare il fondo in cui si lavavano i cenci, gli stracci!). Proseguendo a monte del ponticello il sentiero sfiora una solida struttura in muratura (conci e pietre); laggiù in fondo al torrente s’aprono singolari polle d’acqua trasparente conosciute come “e quatt laghetti” (quattro piccole pozze d’acqua). A poca distanza già è possibile scorgere il sentiero che passa sotto una poderosa struttura in pietra ad arco (“Mulino dell’Arco”), struttura che sorregge e permette di raccogliere l’acqua incanalata dalle sorgenti a monte per distribuirla, con industriosi accorgimenti di tecnica idraulica e irrigua, ai terreni più a valle sistemati a coltura.

L’operosità dell’arte molitoria e la cultura dei frantoi in questa valle ha origini molto antiche avendo inciso notevolmente, per oltre un millennio, ad indicare percorsi, erigere strutture produttive nelle vicinanze di ruscelli e corsi d’acqua, a determinare abitudini protratte per secoli, tutte legate al sapiente utilizzo dell’acqua come il lavaggio della biancheria, l’irrigazione nei campi, macinare cereali e graminacee per ricavarne farine, per molare le olive e incrementare la produzione di olio di cui, questo territorio, è un privilegiato punto di riferimento.

Ancora un po’ più avanti e per uno stretto sentiero si raggiungono prima i ruderi (ben visibili sulla sponda opposta) del “Mulino della Torre” e le vicine sorgenti dell’Ermice ove è possibile ammirare la cosiddetta “Buatta“, una bellissima ed ampia pozza d’acqua dai fondali trasparenti che vanno dal color giada al turchese. Oltre alle preziose gemme storiche, artistiche e culturali conservate nel centro storico della città “eburina”, i dintorni riescono ad offrire notevoli spunti per una visita a stretto contatto con una natura che si rinnova di stagione in stagione; qui, nella valle dei Mulini dell’Ermice l’acqua è la protagonista assoluta mentre i ruderi dei mulini assurgono ad austeri testimoni di un passato fermo nelle memorie del tempo, che tramandano ai posteri le tradizioni di una cultura popolare che ha reso questi luoghi… immortali! (tratto dalla guida “CAMPANIA Zaino in Spalla” di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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