“ORIZZONTI SARACENI” in Costa d’Amalfi… Su e giù tra i limoni di Minori, l’elegante Ravello fino alla regale Amalfi

Un paesaggio unico al mondo intriso di fascino, mistero, scoperta, avventura… bellezza!

Muovendosi da MINORI, cittadina della costa d’Amalfi fin dall’antichità fu scelta, per la mitezza del suo clima, dai romani (Villa Marittima del I secolo col “viridarium”) quale preferita dimora del patriziato. Nel Medioevo fu il più importante arsenale della Repubblica marinara per la costruzione di galere. Per circa un millennio fu sede vescovile e il suo culto è dedicato alla patrona Santa Trofimena, per il miracoloso ritrovamento delle sue spoglie sulla spiaggia. Per secoli ha mantenuto un fiorente commercio grazie alla tipica coltivazione dei limoneti lungo i terrazzamenti sistemati con muretti a secco; alla lavorazione della bambagina nelle antiche cartiere e alla produzione della pasta.

Lasciati il paese lungo le rampe di via Minori (sua periferia occidentale, si risalgono i primi tornanti (via Torre Paradiso) che portano al locale cimitero (80 m) circondato da uliveti e orti su terrazzamenti. Adiacente il cimitero parte una rampa di gradoni che lentamente conduce a salire lungo via Torretta a Marmorata, da cui si scorgono numerosi villaggi sospesi nel vuoto. Tra carrubi e corbezzoli il cammino prosegue fino a raggiungere  (200 m) un crinale con muro perimetrale da cui si scorge da un lato, il caseggiato della periferia N di Minori, circondato da agrumeti, e dall’altro una pittoresca serie di case aggrappate alla roccia degradanti verso il mare.

Il cammino prosegue attraversando una stretta via, circondata da antiche mura perimetrali, che lentamente ascende fino a raggiungere (230 m) la piazzetta di Torello, caratteristico agglomerato di case ai piedi della rupe di Ravello, prospiciente come una bella terrazza panoramica con la chiesa di S. Giorgio alla Pendula da cui si possono ammirare, tra la costa e i monti, giardini, frutteti, orti e agrumeti terrazzati. Il villaggio viene ricordato, con una spettacolare festa di fuochi pirotecnici, per la sua strenua difesa di Ravello da parte dell’assalto dei pisani che nel 1137 invasero la costa d’Amalfi depredando e saccheggiando ovunque.

Fuori Torello, presso un bivio (250 m) si prende a sx fino a raggiungere (275 m) la più antica chiesa di Ravello: S. Pietro a Costa (del X secolo) costruita su un impianto romanico divisa in tre navate e colonnati monolitici in granito. Con un caratteristico ingresso sotto il portico, con volte sostenute da due colonne in granito e capitelli romani. Per i bei muretti s’aprono incantevoli vedute panoramiche con paesaggi mozzafiato sulla costa e i monti dell’interno. Giunti sulla strada per Ravello, ancora una rampa a dx e si passa per la più caratteristica delle chiese di Ravello, quella espressa in tutte le immagini fotografiche, pittoriche e iconografiche per le sue caratteristiche e famosissime cupole sotto il pino: S. Maria dell’Annunziata (seconda metà del XIII secolo).

Una lunga galleria porta a sbucare nelle adiacenze della prestigiosa villa Rufolo dalla caratteristica Torre d’ingresso, prospiciente la piazza del vescovado di RAVELLO (359 m), su cui s’affaccia la bianca facciata della cattedrale di S. Pantaleone (X secolo)  divisa in tre navate dal caratteristico ambone mosaicato a sx e dallo splendido pulpito coi leoni stilofori reggenti colonne tortili in marmo dalle rifiniture di tipica scuola senese sulla dx. Dalla piazza il muro perimetrale di villa Rufolo restituisce arabeschi con lesene e intarsi di pregiato valore artistico. Prendendo verso S si transita sotto un arco (botteghe e negozi di ceramica) e subito si scende a sx per gradoni in pietra che attraversano ville, cattedrali e palazzi gentilizi ove ancora si respira il medioevo. Si arriva sulla rotabile e per poche centinaia di metri si prosegue sotto la base dell’erta parete calcarea che incombe sulla dx fino a transitare per il caratteristico Santuario dei SS. Cosma e Damiano (fine XV secolo) eretto proprio a ridosso della rupe di villa Cimbrone.

Da qui ha inizio la parte forse più spettacolare del percorso con sentieri aerei che sembrano solcare cieli di roccia, e panorami m mozzafiato sui monti e la costa. Proprio a ridosso dello sperone di villa Cimbrone, a un bivio il sentiero prende a sx e scendere lungo il crinale montuoso che separa Minori e Atrani; tra uliveti, alberi di carrubo, piante di corbezzoli e cespugli di timo, mirto e rosmarino il sentiero scivola precipitosamente, lungo una scoscesa rampa di gradini, in direzione del villaggio di Civita (110 m), proprio sopra la rada di Castiglione da cui si scorgono scogliere a picco che sprofondano tra il cobalto e il turchese di un mare cristallino.

Atrani ci accoglie con la sua bella collegiata di S. Maria Maddalena (del 1274) per voto degli abitanti liberati dai saraceni. La bella piazzetta racchiusa (sul lato mare) dalla caratteristica strada costiera su archi che scorre sui tetti delle case della marina offre anche una fontana del ‘500 e la singolare chiesa di S. Salvatore De’ Birecto (X secolo), sede dell’incoronazione dei Duchi d’Amalfi, con la scalinata e l’orologio sulla facciata. Un dedalo di vicoli e rampe porta a superare Atrani fino a sbucare a ridosso della Torre di S. Francesco ove le ultime rampe concludono la loro discesa proprio sul lungomare di AMALFI. (tratto dalla guida “CAMPANIA “Zaino in Spalla” di © Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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