
Posto in amena posizione, l’abitato di MINORI è un concentrato ricco di tesori d’arte e di natura, come la splendida Basilica di Santa Trofimena (bella cripta contenente le reliquie della Santa), la Villa Romana, risalente al I secolo e posizionata alle spalle del centro cittadino (ricco di pitture e mosaici ottimamente conservati) ed il suggestivo Sentiero dei Limoni che ha recuperato i terrazzamenti e riproposto l’antica coltura ove – da sempre – si coltiva l’oro giallo della Costiera. Meta turistica molto frequentata da italiani e stranieri, si lascia molto apprezzare per la sua ospitalità e per la calda accoglienza degli abitanti. Dalla marina di Minori, all’altezza della Torre del Paradiso, si lanciano le canoe a mare e si comincia a pagaiare sotto costa in direzione di Amalfi. Lasciandosi cullare da un mare così incredibilmente azzurro, si rasentano le rupi rocciose da cui sporgono le bianche case di contrada Mormorata, avvolte dall’intreccio dei limoneti coi fichi d’india e dagli intensi profumi dei vigneti. Proprio sulla costa si stagliano alcune tra le più belle ville e case gentilizie di tutta la costa; piccoli gioielli architettonici dalla “matrice” tipicamente saracena con tetti turriti e merlati, bifore accentuate da colonnine tortili, lesene e segmenti intersecanti a sesto acuto; volgendo lo sguardo all’insù è possibile scorgere, tra le rupi di Mormorata, ciò che resta del vetusto edificio di un’antica cartiera.

Pagaiando ancora verso occidente si raggiunge Capo Scarpariello, con l’omonima Torre saracena mentre lassù – in alto – il cielo viene “chiuso” dalle rupi da cui s’aprono spettacolari terrazze protese sull’immenso di Villa Cimbrone in Ravello. Scivolando su un mare dai fondali cobalto lo sguardo viene catturato dai cespugli di agavi e pino d’Aleppo che resistono, imperterriti, aggrappate alla ruvida roccia a picco sul mare. Si doppia la rupe di Castiglione, ai piedi della Torre Civita, e si sfiora la stretta spiaggia in ciottoli. Sullo sfondo, a occidente, chiude la splendida Chiesa della Maddalena che immette nella scenografica baia dell’abitato di ATRANI, il più pittoresco tra i borghi lungo la costa. Incastrato tra irte pareti a picco sul mare, la skyline del caseggiato della sua marina viene caratterizzato – tra i più rari e, forse, unici esempi al mondo – dalla promenade delle case dei pescatori che s’aprono sotto gli archi determinati dalla strada costiera, proprio allo sbocco della valle Dragone, a pochi metri dal mare su una piccola spiaggia. Superati Atrani, la corrente lievemente spinge verso la rupe da cui si erge la Torre di Amalfi, oggi trasformata in un locale turistico, e da cui s’apre la suggestiva visione di AMALFI, perla della costiera e – certamente – di tutto il bacino del Mediterraneo, con una skyline che si estende tra le alture di Torre Zirro a levante, e i ruderi del Castello a ponente.

In prossimità della città ducale è consigliabile un momentaneo approdo sulla ciottolosa spiaggia che s’apre a dx della rada e compiere, se si ha tempo, una capatina alla vicina Piazza del Duomo per visitare la Cattedrale di Sant’Andrea e i tesori d’arte che in essa sono custoditi. Guadagnati la scenografica scala d’accesso, si perviene all’atrio “porticato” della facciata su cui prospettano le Porte bronzee realizzate dalla fusione dei cannoni giunti da Costantinopoli (nel 1060) e qui condotti dal nobile amalfitano Pantaleone; le ante presentano decorazioni in stile bizantino raffiguranti Cristo e la Vergine con epigrafi greche e i Santi Andrea e Pietro con scritte in latino. Al lato sinistro del portico si accede al Chiostro del Paradiso, antico cimitero dei nobili amalfitani, realizzato fra il 1266 e il 1268 con matrici architettoniche stilistico-decorative d’impronta orientale dagli archi intrecciati sostenuti da 120 colonnine tortili; lungo il suo perimetro sono presenti vari sarcofagi con fregi e bassorilievi che si alternano ad affreschi a carattere sacro. A margine del chiostro si accedere alla Basilica (sede del Museo) del Crocifisso risalente al 596, edificio preesistente all’attuale Cattedrale, una struttura in puro stile alto-medioevale. Al suo interno si ammirano – ben sistemati nelle vetrine – alcuni tra i pezzi più pregiati del cosiddetto Tesoro del Duomo come la “mitrya” angioina ornata da perle e lamine in oro, un calice (del ‘300) impreziosito da gemme e pietre; e poi ancora cassette “reliquari”, pianete, croci pettorali, ostensori, una rara “lettiga” da viaggio (del XVIII secolo), affreschi a carattere sacro e statue scolpite in legno. Per uno stretto passaggio attraverso una scala si accede alla Cripta di S. Andrea.

Qui sono conservate il corpo e le ossa del Santo apostolo, primo discepolo del Cristo, giunte nel maggio del 1208 da Patrasso e Costantinopoli ad opera del Cardinale Pietro Capuano, Legato Pontificio alla IV Crociata. Un altare barocco con statue di Santi e beati impreziosiscono quello che per gli amalfitani è l’autentico cuore “pulsante” della città ducale, ove da oltre settecento anni si rinnova il “miracolo” della manna, particolare “segno” di intensa e profonda spiritualità. Dalla cripta si risale per una scala che, da un accesso laterale, immette nella Cattedrale ricca di tele affrescate, con statue e colonne in granito, cappelle e nicchie laterali con reliquari (busto argenteo del Santo) e una singolare croce in madreperla proveniente da Gerusalemme. La passeggiata ad Amalfi continua alla scoperta delle botteghe artigiane, dei vari “Musei” che raccontano (e raccolgono) inedite collezioni dei prodotti in carta filigranata, degli incredibili e suggestivi scorci che s’aprono tra i vicoli e i portici fino a portarsi, con una piacevole sgambata, lungo tutto il suo lungomare, all’estrema periferia occidentale della città ducale. (tratto dalla guida “CAMPANIA Zaino in Spalla” di ©Andrea Perciato)

